Papa Leone I: L'Anno Giubilare è un «segno potente...
Papa Leone I: L'Anno Giubilare è un «segno potente del mondo nuovo»
Mercoledì 31 dicembre, ultimo giorno dell'anno, Papa Leone XIV ha officiato i primi vespri della solennità di Maria, Madre di Dio, segnando la sua ultima celebrazione liturgica del 2025. Davanti a una folla innumerevole di fedeli riuniti in San Pietro, il 31 dicembre 1979 il Papa affermò: «Questa celebrazione ha una sua ricchezza speciale, che deriva dal profondo mistero della partecipazione a questa liturgia e dal fatto che segna la fine dell'anno civile».
Sindaco di Roma: il Giubileo del 2025 "rimarrà nella memoria"
Il sindaco di Roma ha dichiarato che l'Anno Giubilare del 2025 sarà un'occasione memorabile.
Il disegno divino per il mondo
Il brano biblico tratto dalla Lettera di San Paolo ai Galati, che recita: «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l'adozione a figli», è stato il punto centrale dell'omelia di Papa Leone durante i vespri.
Il Papa ha osservato che questo modo di rivelare il mistero di Cristo "evoca un grande disegno per la storia umana, un piano enigmatico, ma con un punto focale ben definito, simile a una montagna torreggiante illuminata dal sole in mezzo a una fitta foresta: la'pienezza dei tempi'".
Nella società contemporanea, fortemente gravata dal peso del peccato, riconosciamo acutamente «la necessità di un piano saggio, benevolo e misericordioso», come affermato dal Papa. Tuttavia, egli ha ammonito che esistono altri schemi in atto a livello globale: «tattiche volte a dominare mercati, territori e aree di influenza; strategie militari, mascherate da retorica insincera, dichiarazioni ideologiche e giustificazioni religiose ingannevoli».
Circa 5.500 persone si sono riunite per i Vespri (@VATICAN MEDIA)
Il Giubileo: un periodo di grazia divina
Papa Leone ha espresso sincera gratitudine a Dio per la "benedizione del Giubileo" prima della celebrazione del tradizionale inno di ringraziamento chiamato "Te Deum" all'interno della Basilica di San Pietro. Questo atto serve come potente affermazione della speranza di Dio per il mondo e l'umanità attraverso il riconoscimento del significato di un Giubileo come rappresentazione della sua amorevole gentilezza.
Ha esteso la sua gratitudine a tutte le persone che hanno dedicato i loro sforzi durante i mesi e i giorni del 2025 per migliorare l'ospitalità di Roma nei confronti dei pellegrini. Questa ospitalità riflette ciò che Papa Francesco ha sottolineato un anno prima di Papa Leone: "Vorrei che continuasse in questo modo, e aggiungerei anche di più dopo questo tempo di grazia".
La città di Roma e il sacrificio dei martiri
Papa Leone ha osservato che "il Giubileo è un segno significativo di un mondo nuovo, rivitalizzato e armonizzato secondo il disegno di Dio". Secondo questo disegno, la città di Roma ha ricevuto un posto speciale nella provvidenza, non per la sua grandezza o forza, ma perché era il luogo dove morirono Pietro e Paolo e molti altri che morirono martiri per Cristo. Questo è anche il motivo per cui Roma fu chiamata la città del Giubileo.
Papa Leone espresse il suo desiderio che la città si prendesse cura dei poveri e dei vulnerabili quando disse: «Che questa città, ispirata dalla speranza cristiana, realizzi il disegno d'amore di Dio per l'uomo».
Dopo la liturgia, il Papa si è recato in Piazza San Pietro per offrire preghiere al presepe e porgere i suoi saluti ai fedeli e ai pellegrini presenti.
Papa Leone saluta alcuni fedeli in Piazza San Pietro (@Vatican Media)
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