La Galleria delle Carte Geografiche — 40 Mappe Affrescate d'Italia
La Galleria delle mappe è una sintesi senza pari di geografia moderna e interpretazione papale della storia della Chiesa
All'inizio del XVI secolo, quando papi e principi cercavano in ogni modo di mostrare la loro ricchezza e istruzione, In Italia divenne di moda decorare palazzi, monasteri e ville con cicli di carte geografiche. Il ciclo più importante è la Galleria delle mappe, nei Musei Vaticani a Roma.
Papa Gregorio XlII incaricò del progetto un gruppo di artisti e scienziati, fra i qual, il frate domenicano e matematico Egnazio Danti. Essi decorarono un corridoio di 120 m, nel cortile del Belvedere, con 40 enormi mappe affrescate a colori vivaci che rappresentavano ciascuna una regione e le isole dell'Italia. Ogni mappa
misurava circa cm 300 x 400 ed era disposta nella galleria in modo tale da dare l'illusione di attraversare l'Italia a piedi da nord a sud, con le regioni tirreniche sul lato orientale e quelle adriatiche sul lato occidentale, mentre scene bibliche ornano la volta.
EGNAZIO DANTI 1536-1586
Pellegrino Danti, nato a Perugia da una famiglia di pittori, da giovane studiò teologia. Nel 1555 entrò a far parte dell'ordine domenicano e cambiò nome in Egnazio.
Spinto dalla passione per lo studio della matematica e della geografia, Danti si trasferì a Firenze nel 1563 su invito del Duca Cosimo I de' Medici, dove insegnò matematica. Qui ebbe anche l'incarico di un primo grande progetto cartografico: 53 mappe, mappamondi e dipinti per il Guardaroba di Palazzo Vecchio.
Dopo il successo di Firenze, Danti fu nominato professore di matematica all'Università di Bologna. Invitato a Roma da Papa Gregorio XIII per lavorare alla riforma del cosiddetto Calendario Gregoriano, gli fu affidato l'incarico di sovrintendere ai disegni di una serie di carte regionali che avrebbero decorato la nuova Galleria delle mappe in Vaticano.
Oltre ai suoi impegni cartografici matematici Danti fu un vescovo molto rispettato e stimato per le sue opere di bene a favore dei poveri del Sud dell'Italia.
Ignazio Danti Fonte: MuseiVaticani.va
1. La Battaglia di Lepanto
In fondo alla galleria una carta storica mostra la vittoria navale della "Lega Santa" sulla flotta turca vicino a Lepanto, nel mar Ionio, nell'ottobre del 1571. La vittoria fu interpretata come segno di intervento divino e il papato se ne assunse il merito, commemorandola con la giornata festiva di "Nostra Signora della Vittoria".
2. Milano nella Storia
Le carte di Danti sovente mostravano importanti eventi storici avvenuti nello stesso territorio in periodi diversi. La mapp di Milano presta poca attenzione alla città, ma si concentra su almeno tre importanti battaglie che ebbero luogo nella regione: quella fra Annibale e Scipione nel 218 a.C., la sconfitta dei Longobardi da parte di Carlo Magno nel 774 d.C. e la sconfitta francese a Pavia nel 1525.
3. Carta della "Falminia"
La Via Flaminia era una strada che da Roma, attraverso gli Appennini, arrivava a Rimini. Qui Giulio Cesare attraversò con il suo esercito il fiume Rubocone nel 49 a.C. scatendando la guerra civile nella Roma repubblicana. Questo momento decisivo della storia romana è rappresentato al centro della carta. Sull'obelisco è commemorato l'evento.
4. Perugia
Alla fine degli Settanta, Danti eseguì il rilievo della su acittà natale. L'affresco è ricco di dettagli, cartigli, rose dei venti e inserti con piante di città. Vi è raffigurata anche la vittoria di Annibale sui Romani nel 217 a.C., al Trasimeno.
5. Campania
Oltre a una pianta di Napoli, è dipinta la battaglia del Garigliano (915 d.C.) in cui le forze cristiane di papa Giovanni X sconfissero un esercito saraceno del califfato fatimide che aveva colonizzato la regione.
6. Carta d'Italia
Il ciclo di carte geografiche inizia con due rappresentazioni della penisola ai due lati dell'entrata meridionale della galleria: una mostra l'Italia antica (antiqua) e l'altra quella moderna (nova). L'intreccio tra mondo italiano classico e contemporaneo, paganesimo e cattolicesimo, si ritrova in tutti gli affreschi.
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