Papa Leone XIV: Le parole di Gesù ci liberano dalla prigione della disperazione

"Anche quando è incatenato, un profeta conserva la capacità di alzare la voce nella ricerca della verità e della giustizia.

Riflessione dell'Angelus di Papa Leone XIV su Giovanni Battista

Papa Leone XIV ha iniziato la sua riflessione domenicale sull'Angelus con un'immagine forte, molto simile al calvario di Giovanni Battista quando fu imprigionato per aver predicato la Parola di Dio. Anche se Giovanni era in prigione, aveva speranza e continuava a porre domande. Questo ha reso Giovanni un simbolo del fatto che la Parola di Dio sarà qui per sempre (cioè non sarà soppressa) anche quando i profeti saranno privati della loro libertà.

L'affermazione fatta da Papa Leone mentre era in prigione era che Giovanni Battista aveva saputo ciò che Gesù stava facendo. Era sorpreso che ciò che Gesù stava facendo non fosse ciò che lui pensava sarebbe accaduto. Chiese quindi: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Questa domanda continua ad essere posta da tutte le persone che «cercano la verità e la giustizia, desiderano la libertà e la pace» e con la loro ricerca cercano sempre di capire chi è Gesù.

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L'auto-rivelazione di Cristo

Gesù non offre alcuna definizione teorica di sé stesso, ma invita invece gli altri a esaminare le opere che compie. Papa Francesco ha sottolineato che «gli ultimi tra noi, i poveri e i malati» fungono da rappresentanti di Gesù. Il Vangelo ci dice che chiunque possa vedere i Suoi miracoli – guarire i ciechi, far parlare i muti e udire i sordi – Lo riconoscerà attraverso questi atti di gentilezza e misericordia.

Anche l'immagine di Dio viene riportata alla sua integrità originale dopo essere stata segnata dalla malattia e separata dagli altri. Anche coloro che sono morti, che erano «totalmente morti», risorgeranno! E questa è la parte del Vangelo, così dice il Papa: «Quando Dio tornerà sulla terra, lo si capirà!».

La folla riunita in Piazza San Pietro per l'Angelus (@Vatican Media) La folla riunita in Piazza San Pietro per l'Angelus (@Vatican Media)

Liberati dai sentimenti di scoraggiamento

«Gli insegnamenti di Gesù ci liberano dai confini della disperazione e della sofferenza. In Lui, ogni profezia raggiunge la sua realizzazione anticipata».

Il Papa ha aggiunto che attraverso Cristo l'umanità ha la capacità di vedere lo splendore della Divinità - la capacità di Dio di dare coscienza alle persone - attraverso gli oppressi che sono stati privati della voce a causa degli abusi e dell'odio, attraverso la capacità di Dio di elevare le persone al di sopra delle loro stesse convinzioni che le rendono cieche alla verità, e attraverso la capacità di Dio di correggere i malintesi delle persone sullo scopo previsto dell'umanità.

Il significato della domenica Gaudete

Il periodo dell'Avvento rappresenta un'opportunità per riflettere e anticipare ciò che sta per arrivare. Il Santo Padre ha incoraggiato le persone a sviluppare due atteggiamenti specifici: "guardare avanti", cioè anticipare la nascita di Gesù, e "essere consapevoli", cioè cercare la presenza di Dio nel nostro mondo oggi.

Il Papa ha poi condiviso le sue riflessioni sul significato profondo della "Domenica Gaudete", la terza domenica di Avvento. Questa è conosciuta come la Domenica della Gioia. Nell'esprimere la gioia, non bisogna distogliere lo sguardo o evitare le sfide, ma continuare a trovare la gioia, soprattutto se la vita sembra non avere senso e tutto appare buio.