Papa Leone XIV al nuovo ambasciatore in Iraq: promuovete la speranza e la pace

Papa Francesco al nuovo ambasciatore in Iraq: Promuovete la speranza e la pace Papa Francesco al nuovo ambasciatore in Iraq: Promuovete la speranza e la pace

Consacrazione del nuovo Nunzio Apostolico in Iraq

Papa Leone XIV ha celebrato la liturgia eucaristica in occasione della consacrazione del nuovo Nunzio Apostolico in Iraq, il Beato Miroslaw Stanislaw Wachowski, il 26 ottobre 2023.

"Voglio che custodiate questi semi di speranza e contribuiate a creare un mondo in cui possa crescere la convivenza pacifica", ha detto il Papa, aggiungendo che il nostro approccio alle relazioni diplomatiche con il mondo si basa sugli insegnamenti del Vangelo ed è sostenuto dalla preghiera. Ha affermato che l'Iraq è una nazione che "soffre e desidera ardentemente il rinnovamento", che "è ricca di antiche tradizioni cristiane" che non possono essere distrutte dalla violenza.

L'umiltà e il motto episcopale

Il Papa ha descritto il motto episcopale dell'arcivescovo Wachowski "Gloria Deo Pax Hominibus" (Gloria a Dio, Pace agli uomini) come "un programma di vita" e un modo per consentire alla gloria di Dio di realizzarsi attraverso la pace. Il Papa ha affermato che la caratteristica più importante di un vescovo è l'umiltà, proprio come il pubblicano (nel Vangelo di questa mattina) ha riconosciuto la sua peccaminosità e umiltà mentre pregava nel tempio. L'umiltà di un pastore, secondo il Papa, deriva dalla consapevolezza di essere un servitore, non un padrone.

Il Papa ha utilizzato le origini dell'arcivescovo Wachowski nella campagna polacca per tracciare un parallelo tra i doveri di un vescovo e quelli di un contadino: piantare il seme e attendere pazientemente che cresca, prendersene cura in modo sacro e poi credere che, alla fine, ci sarà un raccolto. Il Papa ha affermato che il vescovo è "un amministratore e non un proprietario terriero, un uomo di preghiera e non un uomo di proprietà". Ha affermato che l'arcivescovo ha trascorso molti anni in Vaticano ricoprendo varie cariche diplomatiche in Senegal, Polonia, Vienna e come Segretario di Stato, dove ha dimostrato la sua lealtà e la sua capacità di esercitare la discrezione. Ha inoltre affermato che l'arcivescovo deve evolversi da questo ruolo diplomatico a quello di "padre pastorale", fungendo da "testimone di speranza" per una terra che soffre.

Una Chiesa che accompagna e costruisce comunione

Come affermato dal Papa, "Il nunzio riflette una Chiesa che accompagna, consola e costruisce relazioni piuttosto che promuovere un interesse particolare... Pertanto, la Chiesa lavora per creare comunione". Il nunzio ha la missione specifica di promuovere l'unità attraverso la carità nella varietà delle tradizioni in Iraq (rito caldeo, siriaco, armeno, greco e latino).

Il Papa ha osservato che la ragione della fondazione della vostra Chiesa nell'ordine apostolico stabilito da San Tommaso attraverso Addai e Mari è stata traumatica a causa della violenza che ha colpito l'Iraq per molti anni. Tuttavia, il martirio che è stato evidente per lungo tempo «non ha spento la loro fede». Il Papa ha anche affermato che i martiri sono coloro che «intercedono per voi, per l'Iraq e per la pace nel mondo».

Una missione d'amore per il popolo iracheno

Alla fine ha detto al nuovo nunzio: "Il popolo iracheno vi conoscerà per quello che dite, ma vi conoscerà soprattutto per quanto li amate". Ha affidato il suo ministero a Maria, Regina della Pace, e ai santi della terra di Mesopotamia.

Nato nel 1970 a Pisz, in Polonia, l'arcivescovo Wachowski è stato ordinato nel 1996. Dopo aver iniziato la sua carriera nella diplomazia vaticana nel 2004, è diventato Sottosegretario per i Rapporti con gli Stati nel 2019. Parla 5 lingue e ora ha iniziato il suo incarico come nunzio apostolico in Iraq.