Papa Leone I: La Pasqua apre le porte a una speran...
Papa Leone XIV ha proclamato che l’intero Creato è stato «nuovamente inondato di luce» la domenica di Pasqua, durante la Messa celebrata in Piazza San Pietro alla presenza di oltre cinquantamila fedeli; ed è così che ha espresso la nostra gioia comune come «lode dalla terra… Cristo è risorto e anche noi siamo risuscitati a una nuova vita grazie alla Sua risurrezione».
La Pasqua annuncia un profondo senso di gioia.
Papa Francesco ha detto nel suo messaggio pasquale: "L'annuncio pasquale rappresenta il mistero della nostra vita e il destino della storia", e ci ricorda che, anche se stiamo vivendo tempi tragici di dolore - o addirittura di morte - possiamo "avere una speranza che non verrà mai meno; una luce che non si spegne; una gioia che nessuno potrà mai toglierci - perché la morte è stata sconfitta per sempre e non ha più il controllo delle nostre vite".
La celebrazione del 40° anniversario dell'arte floreale olandese.
Piazza San Pietro era piena di bellissimi fiori durante il periodo pasquale. Piazza San Pietro ospitava più di 65.000 tulipani, narcisi e giacinti, oltre a circa 7.800 altri tipi di fiori. Inoltre, c'erano oltre 1.200 rami di plumosa e lunghi amenti di salice.
Migliaia di fiori provenienti dai Paesi Bassi adornano Piazza San Pietro (@Vatican Media)
Quest'anno i Paesi Bassi celebrano il 40° anniversario della tradizione di donare fiori pasquali al Papa. Questa iniziativa è stata lanciata da fioristi e volontari olandesi in collaborazione con la Conferenza Episcopale Olandese e la Fondazione "Flower of Rome".
Domenica di Pasqua, Piazza San Pietro (@VATICAN MEDIA)
Chiamati a coltivare un senso di speranza.
Nel corso della sua omelia, il Papa ha riconosciuto che il messaggio pasquale di speranza e illuminazione non è sempre prontamente accolto, poiché la forza della morte rappresenta una minaccia persistente per noi, sia dall’interno che dall’esterno.
Il peso delle nostre trasgressioni può impedirci di «spiegare le ali» e librarci in volo, mentre la sofferenza può condurci alla disperazione, facendoci «sentire come se ci trovassimo in un tunnel senza un’uscita visibile».
La morte è una presenza esterna costante nella nostra vita quotidiana, che si manifesta attraverso «le ingiustizie, l’egoismo di parte, l’oppressione dei poveri e l’abbandono dei più vulnerabili». La violenza pervasiva nel nostro mondo, insieme alle ferite che infligge, è evidente a tutti. Egli ha inoltre articolato che ciò si riflette «nel grido di dolore che emana da ogni angolo a causa degli abusi che devastano i più deboli tra noi, come risultato dell’idolatria del profitto che sfrutta le risorse della terra, e a causa della violenza della guerra che porta morte e distruzione».
Papa Leone la domenica di Pasqua, in Piazza San Pietro (@VATICAN MEDIA)
Alziamo lo sguardo e apriamo i nostri cuori.
Il Papa ha spiegato che la Pasqua ci invita a «innalzare lo sguardo e ad aprire i nostri cuori», poiché «il Signore è vivo e continua a essere con noi».
Egli ha sollevato il nostro spirito e le nostre speranze dal dolore del nostro passato, elevandoci al di sopra di quel dolore e donandoci nuova vita (resurrezione). Sebbene possiamo essere morti due volte (secondo la Sua volontà), Egli sarà la base per definire come vivremo dopo che il modo in cui abbiamo vissuto ora sarà finito; Egli sarà la nostra resurrezione, proprio come Egli stesso è già risorto. Egli ci sta guidando sulla via verso la Sua pace e conosceremo la Sua pace quando Egli tornerà.
Siamo uniti nello spirito mentre risorgiamo attraverso Cristo. L'atteggiamento del nostro cuore è ancorato alla nostra fiducia in Cristo come Colui che ritorna, annullando la morte come determinante del nostro ultimo momento. Il nostro viaggio finale verso la pienezza si realizza attraverso di Lui.
Nella prima Esortazione Apostolica, "Evangelii Gaudium", Papa Francesco esprime la sua visione del mondo, che include un riferimento all'Esortazione Apostolica di Papa Leone che dice: "La risurrezione di Cristo non è semplicemente un evento storico. Piuttosto, è una fonte di vita e vitalità per tutta l’umanità, una fonte che sgorga con potenza inesauribile; nei luoghi in cui la morte sembra dominare il nostro mondo ogni giorno, la risurrezione sgorga spontaneamente, come un geyser ribollente». La potenza della risurrezione è inarrestabile, e possono esserci momenti in cui sentiamo che Dio è assente dal mondo, eppure ci saranno anche molti casi in cui la presenza di Dio si manifesterà attraverso l’oppressione, il male, l’apatia e la crudeltà; pertanto, la nuova vita generata dalla risurrezione porterà nuova vita e speranza attraverso la sua continua capacità di generare nuova vita.
Domenica di Pasqua, Piazza San Pietro (@Vatican Media)
L'umanità sta prendendo un nuovo slancio. Il Papa afferma che il Signore risorto dona speranza a tutta l'umanità. La sua risurrezione «segna l'inizio di una nuova vita, più grande di quella della morte, che ora si sta rivelando al genere umano».
«La Pasqua significa l’inizio della nuova creazione che è nata dalla risurrezione di Gesù e della nuova vita che non avrà mai fine grazie alla vittoria di Dio sul nemico antico. Abbiamo bisogno di questo messaggio di speranza in questo momento. Noi che siamo stati risuscitati con Cristo dobbiamo mostrare la Sua presenza in ogni angolo di questo mondo. Pertanto, siamo come Maria Maddalena e parliamo di Lui al mondo e viviamo nella gioia della risurrezione, affinché ovunque ci sia ancora l’ombra della morte, la luce della vita possa risplendere luminosa!".
La Pasqua simboleggia la nuova creazione operata dal Signore risorto, un nuovo inizio e la vita eterna donata da Dio attraverso la sconfitta dell’antico nemico. In questo momento, abbiamo bisogno di questo canto di speranza. Siamo risorti con Cristo e dobbiamo portare la Sua presenza nelle strade del mondo. Saremo come Maria Maddalena, condividendo il Suo messaggio con tutti e mostrando la gioia della risurrezione, affinché dove c'è ancora l'ombra della morte, ci sia la luce della vita.
«La Pasqua è la nuova creazione operata dal Signore risorto; è un nuovo inizio; è la vita resa finalmente eterna dalla vittoria di Dio sull’antico nemico. Abbiamo bisogno oggi di questo canto di speranza. Siamo noi stessi, risorti con Cristo, che dobbiamo portarlo nelle strade del mondo. Corriamo allora come Maria Maddalena, annunciandolo a tutti, vivendo la gioia della risurrezione, affinché ovunque aleggi ancora lo spettro della morte, possa risplendere la luce della vita».
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