Al termine del suo viaggio a Napoli, il Papa ha esortato la città a diventare una “fabbrica di pace”.

Al termine di una giornata particolarmente intensa, Papa Leone ha commemorato il primo anniversario del suo pontificato recandosi in visita a Pompei e nella vicina città di Napoli, dove ha incontrato e accolto circa 50.000 cittadini riuniti per unirsi a lui nella splendida Piazza del Plebiscito, nel centro di Napoli.

Giunto nella storica piazza dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta, si è rivolto alle autorità civili, all’arcivescovo della città, il cardinale Domenico Battaglia, e alla folla, lanciando un appello al rinnovamento sociale, all’unità e a una pace fondata sulla giustizia e vissuta nella vita quotidiana.

Dopo aver espresso il proprio apprezzamento per l’accoglienza eccezionalmente calorosa, che ha paragonato all’«abbraccio» del colonnato del Bernini in Piazza San Pietro in Vaticano, si è subito concentrato sulla situazione sociale e spirituale della città.

I cittadini di Napoli in Piazza del Plebiscito con il Papa (@Vatican Media) I cittadini di Napoli in Piazza del Plebiscito con il Papa (@Vatican Media)

Una città di splendori e di ferite.

Meditando sul racconto evangelico dei discepoli di Emmaus, ha descritto Napoli come una città di grande bellezza e di profonde ferite.

Ha ricordato i suoni della città, al tempo stesso belli e aspri — proprio come i suoni della povertà, della paura e della confusione — paragonandoli ai discepoli stanchi e abbattuti che incontrano Cristo durante il loro cammino.

«Cosa è veramente importante?», ha chiesto, aiutando le persone a ridefinire i propri obiettivi in un mondo spesso privo di energia, pieno di apatia e con una mancanza di coesione sociale.

Il Papa ha parlato del paradosso che Napoli si trova ad affrontare: un settore turistico fiorente, ma che non porta con sé una partecipazione economica diffusa, unito a una disuguaglianza perenne. Ha poi proseguito menzionando la disoccupazione, il tasso di abbandono scolastico alle scuole superiori, la mancanza di servizi e l’impatto della criminalità organizzata, fenomeni che ormai si riscontrano sia nel centro che nella periferia della città, come indicatori di una «geografia della disuguaglianza». Ha quindi sottolineato che le istituzioni pubbliche devono ricostruire la fiducia, la sicurezza e le opportunità.

Gli eroi comuni della nostra vita quotidiana.

Allo stesso tempo, ha elogiato i numerosi «eroi quotidiani» di Napoli, le persone del posto, uomini e donne, che lavorano duramente per la giustizia, la verità e la dignità. Ha affermato che il loro lavoro non dovrebbe essere isolato, ma dovrebbe far parte di una «rete del bene» che sostenga l’intera struttura sociale.

Ha sottolineato il ruolo della Chiesa come «legame di comunione» all’interno della città, in particolare attraverso il suo impegno in un patto educativo che coinvolga le istituzioni civili, la Chiesa e la società civile. Ha sostenuto che questa collaborazione non dovrebbe diminuire, ma aumentare, diventando un’impresa comune per il futuro della città.

Papa Leone XIV in Piazza del Plebiscito, Napoli (@Vatican Media) Papa Leone XIV in Piazza del Plebiscito, Napoli (@Vatican Media)

Un “santuario di tranquillità”

Il tema principale del discorso del Papa è stata la pace. Ha affermato che Napoli non dovrebbe essere vista solo come una «città da cartolina», ma come una «officina di pace» dove le persone possano riconciliarsi attraverso i contatti quotidiani, all’interno dei quartieri e attraverso gesti concreti di giustizia e di educazione. Ha detto: «Non c’è pace senza giustizia», e ha aggiunto che «la giustizia non è completa senza la carità».

Ha indicato segni concreti di speranza, come i programmi che offrono alle famiglie in difficoltà un luogo da chiamare casa e i centri di assistenza per chi si trova in situazioni difficili, definendoli espressioni vivaci di una pace che significa accoglienza, gentilezza e nuovi inizi. Segni di rinascita

Papa Leone XIV ha elogiato le iniziative volte a rendere Napoli un centro di dialogo interculturale e interreligioso, in particolare i programmi rivolti ai giovani nelle zone colpite da conflitti.

Ha sottolineato che la città ha sempre accolto migranti e rifugiati, e che ciò non è stata una risposta a una crisi, ma un’opportunità di incontro e di arricchimento reciproco. Nel corso del suo discorso, il Papa è tornato più volte sull’importanza dei giovani. Essi non sono solo destinatari passivi, ha insistito, ma protagonisti del processo di rinnovamento.

Ha affermato che i giovani di Napoli stanno già contribuendo a «dare segni di una città rinnovata e di una Chiesa rinvigorita» attraverso i numerosi progetti culturali, le iniziative nelle parrocchie e le opere di carità.

A conclusione della sua visita, Papa Leone XIV ha affidato il popolo napoletano all’intercessione della Vergine Maria e del loro amato santo patrono, San Gennaro, incoraggiandolo a proseguire il proprio cammino con determinazione e speranza.

Al termine della sua visita, Papa Leone XIV ha affidato il popolo di Napoli all’intercessione della Vergine Maria e all’amato santo patrono della città – San Gennaro – incoraggiandolo a continuare a camminare insieme con coraggio e speranza.

Papa Leone XIV saluta il popolo di Napoli (@Vatican Media) Papa Leone XIV saluta il popolo di Napoli (@Vatican Media)