La parete sud: Le storie di Mosè

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La parete sud: la vita di Mosè

La parete sud narra le Storie di Mosè, la controparte dell’Antico Testamento del ciclo cristologico che si trova dall’altra parte della sala. Le due pareti furono progettate come una coppia coordinata, in cui ogni scena risponde a quella opposta, cosicché ogni momento della vita di Mosè si allinea con uno della vita di Cristo situato di fronte. Si applica la stessa disposizione a tre fasce: drappi dipinti in basso, la narrazione di Mosè al centro, i papi tra le finestre e gli antenati di Cristo nelle lunette in alto.

Un tempo il ciclo aveva inizio con la «Nascita e il ritrovamento di Mosè» del Perugino sulla parete dell’altare. L’opera andò perduta quando Michelangelo dipinse il «Giudizio Universale», pertanto la storia ora si apre con Mosè in partenza per l’Egitto.

Le storie di Mosè

I pannelli giunti fino a noi ripercorrono la vita del profeta, spesso racchiudendo diversi episodi in un unico riquadro. Il primo raffigura il viaggio di Mosè in Egitto, con l’addio a Jethro e la circoncisione di suo figlio. Seguono scene della sua giovinezza: l’uccisione dell’egiziano, la difesa delle figlie di Jethro al pozzo e il roveto ardente.

Il terzo pannello raffigura l’attraversamento del Mar Rosso, seguito dalla grande scena della consegna delle Tavole della Legge sul Monte Sinai, che include anche l’adorazione del vitello d’oro e la frantumazione e la ricreazione delle tavole. Segue poi il raro soggetto della punizione di Korah, Dathan e Abiram, tre uomini inghiottiti dalla terra per aver sfidato Mosè e Aronne, e infine la morte di Mosè in vista della Terra Promessa. Il ciclo si conclude dietro l’angolo con la «Controversia sul corpo di Mosè» sulla parete d’ingresso.

Le lunette: Gli antenati di Cristo

Le lunette sopra le finestre a sud riprendono gli “Antecedenti di Cristo” di Michelangelo, la stessa lunga genealogia che avvolge l’intera cappella. Egli le dipinse come tranquilli gruppi familiari piuttosto che come ritratti eroici: persone in attesa, appisolate, intente a badare ai bambini, su sfondi di colore uniforme. Come sul lato nord, i nomi incisi raramente indicano chiaramente una figura specifica e le identificazioni rimangono oggetto di discussione.

I papi tra le finestre

Anche la fila dei primi papi si snoda lungo questa parete, alternandosi alle figure di fronte, in modo che la serie si legga trasversalmente alla sala piuttosto che lungo un unico lato. Dipinti da Perugino, Botticelli, Rosselli e Ghirlandaio, ciascun papa è raffigurato in una nicchia in posa di tre quarti, mentre tiene in mano un libro o impartisce una benedizione: un’affermazione visiva del fatto che l’autorità che va da Mosè a Cristo si tramanda attraverso la linea dei vescovi di Roma.

I falsi drappi sottostanti

Sotto le scene di Mosè corre la stessa fascia di tendaggi dipinti che si ritrova tutt’intorno alla cappella, ciascuno ombreggiato in modo da imitare il broccato rigido e contrassegnato dall’emblema della quercia e dal nome di Sisto IV. Si tratta della fascia successivamente riservata, nei giorni di festa, agli arazzi tessuti da Raffaello, cosicché il livello più basso della parete conservava sempre l’impronta dei Della Rovere sulla cappella che porta il nome del papa.