Il Muro del Nord: Le storie di Cristo

La parete nord: la vita di Cristo

La parete nord ospita le Storie di Cristo, la parte dedicata al Nuovo Testamento della decorazione trecentesca della cappella. Come la parete di fronte, è articolata in tre livelli: drappi dipinti nella parte inferiore, scene narrative nella parte centrale e una fila di primi papi tra le finestre, con gli Antenati di Cristo di Michelangelo che riempiono le lunette sovrastanti.

In origine il ciclo si apriva con una Natività del Perugino sulla parete dell’altare. Quella tavola fu distrutta negli anni Trenta del Cinquecento per fare spazio al Giudizio Universale, pertanto la narrazione ora inizia con il Battesimo di Cristo e si sviluppa per tutta la lunghezza della parete.

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Le storie di Cristo

Sono giunti fino a noi sei grandi pannelli, ciascuno proveniente da una diversa bottega fiorentina o umbra. Essi raffigurano, nell’ordine, il Battesimo di Cristo, le Tentazioni nel deserto, la Chiamata degli apostoli Pietro e Andrea, il Discorso della Montagna con la guarigione del lebbroso, la Consegna delle chiavi a Pietro e, infine, l’Ultima Cena.

I pittori hanno inserito episodi aggiuntivi negli sfondi. Dietro la scena delle Chiavi si possono individuare il pagamento del tributo e un tentativo di lapidare Cristo; dietro l’Ultima Cena si trovano l’Agonia nel Giardino, l’Arresto e la Crocifissione. La sequenza era stata concepita per concludersi proprio dietro l’angolo, con la Resurrezione sulla parete d’ingresso.

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Gli antenati di Cristo nelle lunette

Sopra le finestre, nelle lunette e nei pennacchi curvi adiacenti, Michelangelo dipinse gli antenati di Cristo, la discendenza che il Vangelo di Matteo fa risalire ad Abramo attraverso quaranta generazioni. La versione di Luca, risalendo fino ad Adamo, ne elenca settantacinque. Non si tratta di ritratti formali, ma di gruppi di persone comuni: genitori con i figli, figure assorte nei propri pensieri o addormentate. Le didascalie raramente corrispondono in modo univoco a una singola figura, quindi la maggior parte di esse non può essere identificata con certezza.

Ritratti dei papi

Tra le finestre si ergono i primi papi, dipinti a coppie in nicchie poco profonde dalle stesse quattro botteghe che realizzarono le scene narrative. Un tempo la serie aveva inizio sulla parete dell’altare, attorno alle figure di Cristo e di San Pietro con Lino e Cleto al loro fianco; quelle opere andarono perdute nel 1536 quando Michelangelo occupò quella parete per il Giudizio Universale. Ogni papa è raffigurato quasi a figura intera, leggermente girato di lato, mentre tiene in mano un libro o alza una mano in segno di benedizione.

Le tende dipinte

La fascia più bassa imita degli arazzi appesi. Ogni pannello è un tessuto dipinto, sfumato in modo da sembrare un pesante broccato dorato e argentato appeso alla parete, e recante impressi la quercia della Rovere e l’iscrizione «Sixtus Papa IIII». A partire dal 1520 circa, questa fascia doveva essere coperta nei giorni di grande festa da veri arazzi, la celebre serie tessuta a Bruxelles dai cartoni di Raffaello raffiguranti scene tratte dagli Atti degli Apostoli.