Chiuse fino al 2050: le quattro Porte Sante di Rom...
Le quattro porte sante di Roma dopo il Giubileo del 2025
La Porta Santa di San Pietro è composta da sedici pannelli in bronzo. Questi raccontano la storia della salvezza attraverso una serie di scene, dall’angolo in alto a sinistra a quello in basso a destra. L’ultimo pannello, nell’angolo in basso a destra, raffigura Papa Pio XII mentre apre questa stessa porta in occasione del Giubileo del 1950. La porta, in altre parole, presenta un pannello che la raffigura mentre viene aperta. È proprio questo il tipo di dettaglio che emerge quando un’istituzione misura il tempo in secoli.
La porta è stata nuovamente murata a partire dalla prima settimana di gennaio del 2026. Lo stesso vale per le altre tre: San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura. La prossima volta che si apriranno sarà in occasione del Giubileo Straordinario del 2033, annunciato da Papa Leone XIV nel novembre del 2025. Ecco cosa significa e cosa vale la pena sapere su ciascuna di esse.
Che cos’è in realtà una Porta Santa
Porta Sancta. Una porta specifica in ciascuna delle quattro basiliche papali di Roma, aperta solo durante l’Anno Giubilare. La tradizione cattolica sostiene che attraversarla durante un Giubileo, con il giusto atteggiamento, dia diritto al pellegrino a un’indulgenza plenaria: la remissione completa della pena temporale per i peccati già perdonati. I meccanismi teologici sono antichi e specifici. L’effetto pratico è che durante un Giubileo milioni di persone fanno la fila per attraversarla.
Al di fuori di un Giubileo, le porte sono fisicamente sigillate. Il meccanismo è semplice: dall’interno della basilica viene costruito un muro di mattoni dietro la porta di bronzo. Il sigillo viene rotto cerimonialmente all’apertura di ogni Giubileo dal papa, che usa un martello (nei secoli passati, un vero e proprio martello da muratore; il rituale moderno è più simbolico), e risigillato alla chiusura. Quindi, quando nel 2026 vi troverete davanti a una di queste porte, vedrete del bronzo decorativo e, dietro di esso, una muratura in mattoni.
Questa tradizione risale al 1500, quando papa Alessandro VI Borgia istituzionalizzò il rituale. Le attuali porte monumentali in bronzo risalgono tutte al XX secolo. Prima di allora le porte erano in genere di legno, e le «porte» giubilari originali erano semplicemente portali murati che venivano riaperti mediante demolizione ogni venticinque anni.
Le quattro basiliche, in breve
La Basilica di San Pietro ne ospita la più famosa. La Porta Santa è la più a destra delle cinque porte in bronzo sulla facciata della basilica. Le altre quattro sono le porte centrali opera di Antonio Filarete (1455) e la Porta della Morte all’estrema sinistra, opera di Giacomo Manzù (1964), attraverso la quale vengono trasportate le bare dei papi defunti.
San Giovanni in Laterano è la cattedrale del Vescovo di Roma (ruolo ricoperto dal papa) e la più antica delle quattro basiliche papali. La sua Porta Santa è stata restaurata in occasione del Grande Giubileo del 2000. Nell’ecclesiologia cattolica, San Giovanni in Laterano ha un rango superiore a San Pietro nonostante sia meno visitata; è infatti la vera chiesa madre del mondo cattolico romano.
Santa Maria Maggiore sorge sul colle Esquilino, a est di Termini. È la basilica in cui è stato sepolto Papa Francesco nell’aprile 2025, il primo papa sepolto fuori dal Vaticano in oltre un secolo. Anche la sua Porta Santa risale ai preparativi per il Giubileo del 2000, commissionata da Giovanni Paolo II. Il numero di visitatori della basilica è triplicato dopo la sepoltura di Francesco; la Porta Santa ora vede affluenze che non aveva registrato nemmeno durante lo stesso Giubileo.
San Paolo fuori le Mura è la più meridionale e la meno visitata delle quattro. La sua Porta Santa presenta una particolarità: dal 1967 non è stata murata tra un Giubileo e l’altro, come invece avviene per le altre tre. Una porta di bronzo, ma senza muro alle sue spalle. La ragione storica non è chiara; l’effetto pratico è che questa è l’unica delle quattro in cui è possibile vedere ciò che, nei secoli passati, era nascosto dietro la muratura.
La porta di San Pietro, vista da vicino
La porta in bronzo che si vede oggi è stata installata nel 1949. È stata progettata da Vico Consorti, uno scultore senese. La fusione è stata eseguita dalla fonderia Marinelli di Firenze utilizzando il metodo a cera persa, la stessa tecnica impiegata fin dal Rinascimento. Ha sostituito una porta in legno del 1748, commissionata da papa Benedetto XIV, che era ormai deteriorata al punto da non poter essere riparata.
La storia della sua commissione è più interessante di quanto la descrizione standard della porta di solito lasci intendere. Fu padre Ludwig Kaas, allora direttore dell’amministrazione di San Pietro, a richiederla. Il finanziamento provenne dalla diocesi di Basilea, in Svizzera, come dono di ringraziamento a Dio per aver risparmiato il Paese dalla Seconda Guerra Mondiale. Il vescovo che ne propose la realizzazione, Franz Von Streng, la definì esplicitamente come un gesto del dopoguerra. Un capolavoro in bronzo nel cuore del cattolicesimo, finanziato da una diocesi svizzera come segno di gratitudine per essere sopravvissuta alla guerra. Non sono molte le opere d’arte cattolica pubblica che vantano una provenienza del genere.
I sedici pannelli (disposti quattro per quattro) sono suddivisi in gruppi dagli stemmi dei papi che hanno celebrato i Giubilei. Tutti raffigurano scene della storia della salvezza tranne uno: in basso a destra si vede papa Pio XII che apre questa porta il 24 dicembre 1949, con una folla stilizzata alle sue spalle. Consorti realizzò cinque porte monumentali nel corso della sua carriera; il soprannome «Vico della Porta» gli rimase.
Un’iscrizione in latino nella parte inferiore indica Pio XII come committente e definisce la porta come una fonte da cui «possano sgorgare le acque abbondanti della grazia divina». È la citazione testuale; l’iscrizione è lì, se volete leggerla con calma.
Il ciclo del 2025: aperto da Francesco, chiuso da Leone
Papa Francesco ha aperto la Porta Santa di San Pietro il 24 dicembre 2024, dando inizio al Giubileo del 2025. Nei giorni successivi ha aperto le altre tre. L’apertura della Porta di San Pietro è, per tradizione, l’inizio formale di un Giubileo.
Papa Leone XIV ha chiuso le porte all’inizio di gennaio del 2026, dopo la morte di Francesco avvenuta nell’aprile precedente. Ciò ha reso il Giubileo del 2025 solo il secondo nella storia ad essere stato aperto da un papa e chiuso da un altro. Il primo caso del genere risale al 1700, quando Innocenzo XII inaugurò l’Anno Santo nel dicembre 1699 e Clemente XI lo chiuse alla fine del 1700. L’intervallo tra questi due eventi è di 325 anni. Intervalli di questa durata non sono comuni in nessuna istituzione.
Il rito di chiusura prevedeva la muratura delle porte dall’interno. I materiali utilizzati sono veri e propri elementi da muratura; non si tratta di un gesto simbolico. La prossima apertura richiederà una vera e propria demolizione.
La prossima apertura: il Giubileo Straordinario del 2033
Le porte non aspetteranno fino al prossimo Giubileo ordinario del 2050. Nel novembre 2025, durante una visita a Istanbul in occasione del 1.700° anniversario del Concilio di Nicea, Papa Leone XIV ha annunciato un Giubileo Straordinario per il 2033: l’Anno Santo della Redenzione, che segnerà il 2.000° anniversario della morte e della risurrezione di Cristo. L’annuncio è stato ribadito in occasione della chiusura del Giubileo del 2025, il 6 gennaio 2026.
I Giubilei straordinari possono essere indetti al di fuori del ciclo venticinquennale per celebrare anniversari specifici. Il più recente prima del 2033 è stato il Giubileo della Misericordia del 2015-2016, indetto da Papa Francesco il 13 marzo 2015. Quella Porta Santa si aprì l’8 dicembre 2015 (Festa dell’Immacolata Concezione) e si chiuse il 20 novembre 2016. Per il 2033 è previsto lo stesso schema di apertura delle porte.
Pertanto, la data più realistica per la prossima apertura delle quattro Porte Sante a Roma è la fine del 2032 o l’inizio del 2033. Sette anni, non ventiquattro. La nostra guida al Giubileo del 2033 illustra l’annuncio in dettaglio, compresa l’enfasi su Gerusalemme e la Terra Santa che contraddistingue questo Giubileo da quello del 2025.
Visitare le quattro porte oggi
È ancora possibile vedere tutte e quattro dall’esterno. Sono visibili al pubblico, ben illuminate e accessibili gratuitamente.
A San Pietro, la Porta Santa si trova nel portico della facciata della basilica, la più a destra delle cinque. Accedete a Piazza San Pietro attraverso l’ingresso principale (Piazza Pia, ora pedonale; consultate la nostra guida a piedi alla Roma rinnovata per il percorso). La basilica è aperta ai visitatori tutto l’anno gratuitamente. Se avete in programma di visitare anche i Musei Vaticani, prenotate un tour con ingresso prioritario; le code separate per entrambe le attrazioni rimangono lunghe anche dopo il Giubileo.
A San Giovanni in Laterano, la Porta Santa è una delle cinque presenti sulla facciata che si affaccia su Piazza San Giovanni in Laterano. La piazza stessa è stata ripavimentata nell’ambito dei lavori infrastrutturali per il Giubileo. La basilica si trova nel centro di Roma ed è ben collegata dalla linea A della metropolitana (fermata San Giovanni, recentemente ristrutturata).
A Santa Maria Maggiore, la Porta Santa si trova sul lato, non sulla facciata principale. Già che ci siete, la tomba di Papa Francesco si trova in una cappella laterale; questa è diventata la principale attrazione della basilica dopo il 2025. Entrambe possono essere visitate nello stesso viaggio.
A San Paolo fuori le Mura, la Porta si trova nella caratteristica ricostruzione ottocentesca della basilica. Si tratta della basilica che bruciò nel 1823 e fu ricostruita; sembra più recente delle altre perché in gran parte lo è. È raggiungibile con la linea B della metropolitana (fermata San Paolo). La basilica si trova a circa 2 km a sud del centro storico ed è spesso tralasciata dai visitatori con itinerari brevi; la mancanza di folla è una delle sue caratteristiche.
Un dettaglio da tenere a mente
Il funzionamento della Porta Santa, sia dal punto di vista rituale che fisico, è insolito su questa scala. Nella vita moderna non sono molte le cose che vengono deliberatamente e cerimoniosamente sigillate per anni di fila. L’annuncio del 2033 è, in questo senso, un fenomeno moderno insolito: una data futura nota per un rituale istituzionale che comporta veri e propri lavori di muratura, pianificato con sette anni di anticipo.
Per un quadro più ampio di ciò che è stato chiuso e di ciò che è cambiato al termine del Giubileo, la nostra panoramica post-Giubileo copre il resto.
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