Papa Leone XIV firma la lettera apostolica che celebra il 60° anniversario della Gravissimum Educationis

Papa Francesco firma la Lettera Apostolica che celebra il 60° anniversario dell'Educazione alla Gravità Papa Francesco firma la Lettera Apostolica che celebra il 60° anniversario dell'Educazione alla Gravità

Firma della Lettera Apostolica sull'educazione

Papa Leone XIV ha partecipato lunedì a una cerimonia in cui gli studenti delle Università Pontificie si sono riuniti per il Giubileo del Mondo dell'Educazione; Papa Leone ha firmato una Lettera Apostolica nell'ambito di questo evento. Lo scopo della lettera era quello di celebrare il 60° anniversario della Gravissimum Educationis e di riflettere sull'attualità della Dichiarazione conciliare, nonché sulle sfide attuali che l'educazione deve affrontare, in particolare all'interno delle scuole e delle università cattoliche. La lettera sarà resa pubblica il 28 ottobre 2022.

Dopo aver firmato il documento, il Papa ha celebrato la Santa Messa nella Basilica di San Pietro, dedicando l'omelia al profondo significato dell'aspetto pellegrinante del Giubileo. Il Papa ha spiegato che "l'unico modo per comprendere la propria vita è viverla come un viaggio". Ha poi proseguito spiegando il simbolismo del varcare la Porta Santa e come questo rappresenti il fatto che la fede, come la vita, non è un'esperienza statica, ma piuttosto un continuo passaggio dalla morte alla vita, dalla schiavitù alla libertà, che rappresenta il Mistero Pasquale. Il Papa ha incoraggiato il continuo rinnovamento e la speranza nelle nostre vite.

Una prospettiva più ampia

Riflettendo sui propri studenti e sul loro background scolastico, Papa Leone affronterà il tema della grazia stessa e di come essa abbia un impatto importante nella vita. Ha risposto con una visione completa e globale, in grado di vedere oltre e al di là...

Nel Vangelo di Luca (13, 10-17), Gesù guarì una donna che soffriva di un disturbo che la costringeva a stare piegata da 18 anni. Il Papa ha paragonato la guarigione della donna al dono della conoscenza. Ha detto che il disturbo fisico della donna rappresentava una prigione spirituale e intellettuale. Lei non era in grado di comprendere nulla al di fuori di sé stessa o delle proprie esperienze, idee, credenze e progetti. Il Papa ha affermato: «Quando le persone non riescono a cercare risposte al di fuori di sé, diventano prigioniere e schiave di sé stesse e non sono in grado di prendere decisioni sensate».

La vera istruzione può quindi diventare un veicolo di liberazione; proprio come Gesù sollevò la donna dalla sua condizione di caduta, così l'apprendimento eleva lo spirito umano, guarisce l'egocentrismo degli individui e dà loro una comprensione sempre maggiore del quadro più ampio della vita, compresi i suoi misteri, la natura della verità e il modo in cui ci inseriamo nel puzzle dell'umanità. Nelle parole del Papa: «Chi impara dai libri [è] "sollevato" e ha una visione e una prospettiva ampliate per ritrovare una visione che non guarda in basso, ma in alto: verso Dio, verso gli altri, verso il mistero della vita».

Santa Messa per gli studenti delle Università Pontificie (@Vatican Media) Santa Messa per gli studenti delle Università Pontificie (@Vatican Media)

Il rapporto armonioso tra fede e ragione

Papa Leone era preoccupato dal fatto che l'umanità odierna sia molto brava a conoscere tutti i piccoli dettagli della realtà, ma abbia difficoltà a ottenere una visione d'insieme che lo aiuti a collegare ciò che sa con ciò che è significativo. In risposta a questa frammentazione, ha chiesto agli studiosi di ripristinare l'equilibrio tra intelletto e spirito, un concetto rappresentato da personaggi come Agostino, San Tommaso d'Aquino, Teresa d'Avila ed Edith Stein.

Sottolineò che «la Chiesa ha bisogno di una prospettiva coesa in termini di presente e futuro», incoraggiando studenti e docenti ad assicurarsi che i loro lavori accademici non fossero solo esercizi accademici astratti, ma anche un modo per cambiare la vita, arricchire la fede e dare testimonianza del Vangelo.

L'educazione come espressione di affetto

Secondo il Papa, l'educatore compie un vero atto di misericordia. Ha descritto come l'insegnamento sia simile al miracolo descritto nel Vangelo per sollevare gli altri e aiutarli a diventare ciò per cui sono stati creati, nonché a sviluppare una coscienza informata e una capacità critica. Ha affermato che le università pontificie dovrebbero continuare l'esempio di Gesù, che è «un atto di carità compiuto attraverso lo studio».

Ha affermato di sentire un dovere fondamentale sia come studioso che cerca di soddisfare la nostra sete di conoscenza, sia come persona che ha un forte desiderio di cercare e conoscere la verità. "Il desiderio della verità, del significato, è un obbligo fondamentale di tutti gli esseri umani; se non lo coltiviamo, subiremo la distruzione e, forse, persino la morte".

Santa Messa per gli studenti delle Università Pontificie (@Vatican Media) Santa Messa per gli studenti delle Università Pontificie (@Vatican Media)

Un viaggio all'insegna dell'appartenenza e dell'ottimismo

Al termine dell'omelia, Papa Leone ha ricordato ai presenti che la ricerca della verità non solo porta alla rivelazione della conoscenza, ma offre anche un senso di appartenenza. Ha citato l'affermazione di San Paolo: «Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito da figli adottivi» (Rm 8,15). Ha espresso che attraverso lo studio e la ricerca è possibile tornare alla verità ultima della nostra esistenza, ovvero che siamo tutti parte della famiglia di un Padre amorevole che ha un progetto per la vita di ciascuno di noi.

Nelle sue riflessioni finali, il Papa incoraggia tutti coloro che lavorano nel mondo accademico a essere un esempio di ciò che significa essere «uomini e donne che hanno lo sguardo rivolto verso l'esterno e non sono preoccupati di se stessi», condividendo «la gioia e la consolazione del Vangelo» attraverso il loro lavoro con gli altri.

Santa Messa per gli studenti delle Università Pontificie (@VATICAN MEDIA) Santa Messa per gli studenti delle Università Pontificie (@VATICAN MEDIA)