Dopo i Padri Pellegrini: alla scoperta della Roma restaurata

I pellegrini che percorreranno la Roma rinnovata nel 2026 I pellegrini che percorreranno la Roma rinnovata nel 2026

Hanno asfaltato oltre 200 metri del Lungotevere in Sassia e deviato il traffico sottoterra. Questa è la sintesi in una sola frase di ciò che il Giubileo ha fatto a Roma. Il più grande progetto edilizio della città dell’ultimo decennio è ora invisibile, il che, a ben vedere, è proprio il punto.

L’Anno Santo è finito. I distintivi dei pellegrini sono spariti dagli schienali delle sedie dei caffè. Ciò che rimane è la città che il Giubileo ha costruito o, a seconda di chi si interroga, la città che il Giubileo ha costruito solo a metà. Entrambe le interpretazioni hanno un fondo di verità. Il percorso a piedi da Castel Sant'Angelo a San Pietro è stato trasformato. Il rifacimento del manto stradale di Via del Corso è stato rinviato al 2026 perché le associazioni di categoria non volevano lavori davanti alle loro vetrine durante l’anno più intenso del decennio.

Ecco cosa è stato fatto, cosa no e cosa vale la pena vedere a piedi.

La questione da 1,725 miliardi di euro

Il programma ufficiale del Giubileo 2025 ha finanziato 332 progetti in tutta Roma. Bilancio totale specifico per il Giubileo: 1,725 miliardi di euro, che si aggiungono ai 500 milioni di euro del sottoprogramma «Caput Mundi» del PNRR e ai 602 milioni di euro del PNRR standard di Roma. La spesa complessiva, considerando tutte le fonti, supera i 3,7 miliardi di euro in tre anni.

L’amministrazione sostiene che l’86% dei 332 progetti sia «completato, in fase di completamento o in corso». Secondo stime indipendenti, i progetti completamente ultimati sono 121, pari a circa il 36%. La verità sta nel mezzo: all’inizio di marzo 2026, circa 221 progetti (il 67%) erano completati o sostanzialmente avanzati almeno in alcuni lotti. I critici lo definiscono incompleto. I sostenitori lo definiscono straordinario. Comunque lo si voglia definire, le opere visibili al pubblico che un visitatore noterebbe sono per lo più completate, ed è proprio di questo che tratta questa guida.

Piazza Pia: il fiore all’occhiello

Il cantiere sotto gli occhi di tutti era Piazza Pia, la piazza tra Castel Sant'Angelo e Via della Conciliazione. Fino a dicembre 2024 qui c'erano quattro corsie del Lungotevere con 3.000 auto all'ora che le attraversavano. Dal 23 dicembre 2024, tutto quel traffico scorre sottoterra, mentre in superficie si estende la più grande zona pedonale di Roma.

I numeri: 85,3 milioni di euro di budget, 450 giorni di lavori, Anas come ente esecutore, lavori eseguiti su tre turni 24 ore su 24 da 110 specialisti. Gli scavi hanno portato alla luce una piccola villa romana e un deposito di Lastre Campana (tegole in terracotta decorate con scene mitologiche, riutilizzate in un secondo momento come coperchi per le fognature). Il team archeologico ha inscatolato i reperti senza interrompere i lavori; i reperti sono ora esposti nei giardini di Castel Sant’Angelo.

Ciò che si vede oggi: due grandi fontane circolari nella nuova pavimentazione, un’ampia scalinata che scende verso il Tevere, un giovane boschetto di lecci e querce italiane, rampe di accesso per i visitatori con mobilità ridotta e un’illuminazione che non fa concorrenza a quella della basilica. Il sindaco l’ha ribattezzata «la piazza dell’Abbraccio». Può ospitare 150.000 persone in occasione di eventi.

Un tunnel in questo punto era stato proposto per la prima volta in occasione del Giubileo del 2000. Allora non riuscirono a completarlo. Ora l’hanno portato a termine. Questa è l’intera storia delle tempistiche delle infrastrutture romane condensata in un solo paragrafo.

Linea A della metropolitana, stazione per stazione

La linea A della metropolitana è in fase di completa ristrutturazione, in tutte le 27 stazioni. Tre stazioni sono state completate in tempo per l’inizio del Giubileo a dicembre 2024. Le restanti saranno completate nel corso del 2026 e saranno sostanzialmente pronte entro la fine dell’anno.

Per i visitatori questo ha un’importanza specifica: la fermata Ottaviano, la più vicina ai Musei Vaticani, è tra quelle ristrutturate. Il rifacimento della banchina è terminato, la segnaletica è nuova, il flusso di accesso è stato riprogettato. Nel 2026, il tragitto dalla metropolitana alla linea dei musei richiederà molto meno tempo rispetto al 2023, e i colli di bottiglia che si formavano all’incrocio tra la banchina e le scale sono stati eliminati.

L’altra novità nel settore dei trasporti riguarda il piazzale della Stazione Termini, Piazza dei Cinquecento, riprogettato con quella che la città definisce una «foresta urbana»: nuova copertura arborea, nuova pavimentazione, meno punti di raccolta informali per i taxi. La prima fase si è conclusa nel dicembre 2025; la seconda fase proseguirà fino al 2026. Se arriverete a Termini nel corso del prossimo anno, aspettatevi che la piazza abbia un aspetto migliore rispetto al 2023, ma che sia ancora parzialmente recintata.

Le piazze che sono tornate

Diverse piazze minori sono state silenziosamente sottratte alle auto e restituite ai pedoni durante i lavori. La maggior parte dei visitatori non le riconoscerà per nome. Insieme, però, cambiano l’atmosfera del centro quando lo si percorre a piedi.

Piazza San Giovanni in Laterano, il sagrato della cattedrale di Roma, è stata completamente ripavimentata e il flusso del traffico è stato deviato. Inaugurata nel dicembre 2024.

Piazza Risorgimento, la porta di accesso dalle mura del Vaticano al quartiere Prati, è ora parzialmente pedonalizzata e dotata di nuova pavimentazione.

Via Ottaviano, il viale che va da Piazza Risorgimento verso il Vaticano, è stata trasformata da una rumorosa via di transito commerciale in un viale alberato.

Piazza della Moretta, nel cuore del centro storico vicino a Campo de’ Fiori, è interamente pedonale.

Il Ponte dell’Industria, il ponte in ferro che ha preso fuoco nell’ottobre 2021 ed è rimasto parzialmente chiuso per anni, è stato ricostruito e riaperto. Strategico per il traffico est-ovest, irrilevante per la maggior parte dei visitatori, ma da tenere presente se si sta pianificando un itinerario da Trastevere a Ostiense.

Aggiungete alla lista le facciate ripulite. A decine di chiese sono stati rimossi i residui di inquinamento accumulati nel corso di decenni durante il periodo giubilare. Il confronto «prima e dopo» sui singoli edifici varia da sottile a spettacolare. Il travertino di Sant’Andrea della Valle è visibilmente più chiaro. Le fontane di Piazza Navona sono state restaurate. Trinità dei Monti è a metà di un programma pluriennale.

Cosa non è stato fatto

Passeggiando per il centro di Roma nella primavera del 2026, vi imbatterete ancora in barriere da cantiere in diverse zone. Il Giubileo ha rappresentato un importante impulso al restauro, ma non un intervento totale.

Il rifacimento del manto stradale di Via del Corso, la spina dorsale dello storico quartiere dello shopping, è stato deliberatamente rinviato al 2026 per evitare di ostacolare l’attività commerciale durante l’Anno Santo. Al momento della stesura di questo articolo i lavori sono ancora in corso. Lo stesso vale per Via Cola di Rienzo, la principale via dello shopping del quartiere Prati, e per Via Crescenzio, che vi converge. La pavimentazione storica di Borgo Pio e Borgo Angelico, le vie medievali tra Castel Sant’Angelo e il Vaticano, è ancora oggetto di interventi a lotti.

Non sono mancate le lamentele. Il traffico che un tempo attraversava Piazza Pia ora la aggira. Alcuni residenti nei quartieri a est del Tevere hanno segnalato un cambiamento nei modelli di congestione. La pedonalizzazione ha creato nuovi grandi spazi aperti; parte del flusso veicolare si è spostato altrove.

Il Ponte di Ferro a Ostiense, parzialmente chiuso dal 2021 a seguito di un incendio, ha finalmente riaperto, ma solo dopo quattordici mesi di lavori di consolidamento che hanno sconvolto l’intero quadrante sud-orientale del traffico.

Nulla di tutto ciò sminuisce i risultati raggiunti. Significa però che la formulazione più semplicistica «Roma ricostruita per il 2025» sopravvaluta il ritmo dei lavori. La versione più accurata è questa: una manciata di opere di punta completate in tempo per l’apertura della Porta Santa, una seconda ondata consistente che si concluderà nel corso del 2026 e ulteriori lavori che proseguiranno oltre tale data.

Un itinerario a piedi di mezza giornata

Se volete vedere i risultati senza dover organizzare la giornata appositamente, ecco una passeggiata di circa due ore che tocca le principali opere dell’era giubilare e termina a San Pietro. È preferibile farla nel tardo pomeriggio, quando la luce sul travertino è al massimo e la folla dei turisti giornalieri si è diradata.

Partite da Castel Sant’Angelo. Attraversate Ponte Sant’Angelo (il ponte degli angeli del Bernini), poi proseguite dritti sulla nuova pavimentazione pedonale di Piazza Pia. Concedetevi un minuto davanti alle fontane; da qui la cupola della basilica si allinea perfettamente lungo Via della Conciliazione, e l’angolazione fotografica è la migliore degli ultimi 25 anni, ora che non ci sono più auto in primo piano.

Proseguite verso ovest su Via della Conciliazione. La strada stessa è uno degli elementi più controversi dell’urbanistica romana. Fu scavata in un fitto quartiere medievale negli anni ’30 per creare un percorso processionale verso la basilica, una decisione che da allora è stata oggetto di dibattito nella comunità architettonica. L’esperienza pedonale dopo il Giubileo è più coerente rispetto al passato e alcune delle facciate degli edifici che si affacciano sulla strada sono state ripulite.

Svoltate a nord verso Borgo Pio da una qualsiasi delle strade laterali (Borgo Vittorio, Borgo Sant’Angelo). Questo quartiere medievale è il luogo in cui vivono effettivamente gli artigiani e i venditori di souvenir. Qui sono in corso lavori di pavimentazione, quindi dovrete aggirare alcuni cantieri. In compenso, potrete godere dell’autentico carattere del quartiere, che non si percepisce in Via della Conciliazione.

Tornate indietro verso Piazza San Pietro. Saltate la fila se avete una prenotazione per i Musei Vaticani; altrimenti sedetevi semplicemente sul colonnato del Bernini e ammirate la basilica finché la luce non svanisce. Se volete dedicarci mezza giornata, aggiungete una visita mattutina ai Musei Vaticani prima di questa passeggiata.

Per capire cosa è stato chiuso al termine del Giubileo, la nostra panoramica post-Giubileo tratta delle Porte Sante e del quadro generale.

Una nota per i lettori del 2028

La patina romana ritorna. Il travertino pulito si scurisce nel giro di cinque-sette anni. La nuova pavimentazione di Piazza Pia inizierà a raccogliere cenere di sigaretta e macchie di gomma da masticare entro il 2027. Gli alberi di Piazza dei Cinquecento cresceranno e perderanno il loro aspetto immacolato nel giro di un decennio. La versione di Roma da percorrere a piedi nella primavera del 2026 non è quella definitiva. È quella appena restaurata, e c’è qualcosa di speciale nel cogliere una città in quel breve lasso di tempo.